È sempre una drammaturgia esasperata, estrema, cruda, quella degli spettacoli di ricci/forte. È un teatro fisico, fatto di corpi esposti e maltrattati, denudati e posizionati, senza mezzi termini, sotto i riflettori, a scatenare interrogativi e un voyerismo che non pensavamo di avere.
Imitationofdeath, spettacolo di approdo del duo al Piccolo di Milano, è uno studio sulla morte nel suo complesso. Dalla morte fisica alla morte degli ideali.
Corpi, sempre corpi: un campionario di fisicità diverse e, di conseguenza, di messaggi impliciti molto distanti tra loro. Una lunga scena di apertura basata sul respiro, e poi sulla contorsione, quasi sulla negazione di ciò che il corpo è abitualmente. Sono impressioni forti, che scatenano reazioni contrastanti fin dall’inizio.
Qual è la differenza tra chi cammina per strada e chi sorride sulle lapidi? Cosa succede quando ognuno di noi tira fuori il suo momento di “morte” più intimo? Quali sono gli oggetti che restano sul cadavere, quando si muore? Perché il cadavere ha meno dignità di una qualsiasi minoranza emarginata, è ridotto ad oggetto. Questi sono solo alcuni degli spunti lungo cui si snodano le scene corali di Imitationofdeath. Scene che colpiscono per la loro pasta, per la capacità degli attori/atleti di mescolarsi, di diventare un’entità unica anche quando agiscono separatamente o, più spesso, a coppie.
Una colonna sonora potente ed evocativa accompagna gli attori nella loro scoperta/esposizione di sé, tra ricordi, ammissioni, debolezze, negazioni. In un vortice che alterna momenti ludici e divertenti a momenti drammatici e introspettivi. Scene non sempre comprensibili in termini logici o di contenuto, ma comunque profondamente dirette. Certo, resta sempre il dubbio che sia troppo facile comunicare usando mezzi espliciti, che colpiscono per forza. Che esporre corpi nudi arrotolati e distrutti sia una strada, per quanto non semplice, relativamente ovvia. Imitationofdeath però lascia qualcosa, al di là delle sensazioni immediate, dell’erotismo esplicito o dell’estetica. Ci lascia a confrontarci, a spettacolo finito, con quello che sentiamo nei confronti dei nostri vicini. Ci lascia stupiti di fronte alla strana difficoltà che abbiamo a riprendere immediatamente il controllo sul nostro corpo, che ci appare quasi come estraneo.

Annunci