È un sodalizio artistico che dura da quindici anni, quello tra la danzatrice Luciana Savignano e la coreografa Susanna Beltrami, cofondatrici della Compagnia Pier Lombardo Danza. Un percorso di studio, esplorazione ed espressività che ha portato alla creazione di coreografie come “La lupa”, “Jules e Jim”, “Tango di Luna”, “Il suo nome è Carmen”, pensate appositamente da Susanna Beltrami per l’étoile, nota in Italia e nel mondo per la sua straordinaria capacità di riempire il palco con il suo fascino e la sua enigmaticità.
Una figura sensuale e flessuosa, quella della Savignano, che ha portato in scena lo scorso weekend al Franco Parenti di Milano un “riassunto” del proprio repertorio: le parti più significative ed emozionanti di alcune coreografie danzate nel corso degli anni, accompagnata da Matteo Bittante, suo partner sul palco nelle ultime creazioni di Susanna Beltrami, dal giovane – quasi efebico e molto teatrale – Cristian Cucco e dalla straordinaria (anche se forse non strettamente necessaria) voce di Lucia Minetti.
“Ukiyo-E” è un omaggio all’amore di Luciana Savignano per l’oriente e alla sua estetica; il sottotitolo “il fluire di una stella”, richiama il concetto, caro al duo artistico, di movimento leggero e dinamico, senza interruzioni, morbido.
Su un palco vuoto – unici attrezzi di scena qualche sedia, un tavolo e alcune stola di stoffa – si muovo i tre danzatori: assoli, passi a due e a tre si susseguono lungo il filo di una drammaturgia che racconta di amore e passione, di sensualità e purezza, di provocazione e innocenza. Luciana Savignano è magnetica, femminile, sinuosa, avvolta ora in un enorme bozzolo che la rende forma pura ora in un seducente abito da tanguera. Uno spettacolo esile ed emotivo che raccoglie in un’ora differenti percorsi e ricerche che hanno segnato la storia della danza italiana degli ultimi decenni.

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