Una pertica, un sipario, un ammasso di costumi, qualche elemento scenico sparso. Una scena colorata e versatile, quella di “Cirk”, spettacolo della compagnia Pantakin da Venezia, da qualche anno concentrata su produzioni di teatro acrobatico, di figura e di piazza. La storia raccontata è quella di una compagnia di circensi che smarrisce il suo elefante Bombo e che fa di tutto per trovarlo e recuperarlo, passando attraverso una serie di eventi che complicano la vicenda. Pensato dal regista Ted Keijser – artista poliedrico che lavora con compagnie sparse in tutto il mondo e che ha curato la regia di più di 50 spettacoli – per un pubblico di tutte le età, “Cirk” è una tragedia comica sulla sopravvivenza. Si ride, ci si commuove, ci si stupisce, si resta incantati davanti alla semplicità della magia del teatro. I cinque attori-acrobati-comici in scena trasportano il pubblico in paesaggi fatti di gioco e ironia con una straordinaria capacità comunicativa. C’è Emanuele Pasqualini nei panni di un capocomico confusionario e poliglotta; ci sono i suoi (nella finzione) figli, Emmanuelle Annoni che saltella in giro per il palco roteando acrobaticamente (splendido il suo numero sulla corda) e Benoit Roland, divertente e ingenuo pasticcione che combina solo guai e si nutre di gaffes; ci sono poi Beppe Tenenti, buffo personaggio che non può evitare di giocare con qualsiasi elemento gli capiti tra le mani e Giovanna Bolzan, danzatrice e acrobata, che gioca a fare l’infiltrata nella compagnia e che viene assunta per la sua bravura (il suo numero sulla pertica cinese Al centro dello spettacolo, e in generale della ricerca di Pantakin, si trova la figura del Clown, “inteso nella sua accezione comico circense, ma che racchiude soprattutto in sé un ricco potenziale poetico, evocativo e mimico, dunque teatrale. Il Clown che diventa trait d’union tra la spettacolarità del circo e la poesia del teatro”. Sono clown che risvegliano l’immaginazione degli spettatori, che accompagnano le fantasie di chi guarda in un viaggio fatto di accenni, giochi e ombre. Il tutto con le splendide e allegre musiche originale di Andrea Mazzacavallo e il disegno luci di Enrico Maso. “Cirk” è un momento di teatro in cui ritmo, rischio, leggerezza, tempi comici e gioia si fondono in una drammaturgia semplice ed efficace, capace di evocare un sorriso con niente. “Una realtà assurda, nella quale il tentativo di fare le cose per bene fallisce quasi sempre. Perché soltanto accettando il rischio di non riuscire, possiamo pensare di riuscire veramente. Uno spettacolo in cui tutto è possibile, che incanta quando dovrebbe stupire e stupisce nel raccontare”.

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