La stagione 2010/11 di Tieffe nella nuova sede dell’ex Teatro dell’Elfo apre con la ripresa di uno spettacolo di Renato Sarti, direttore del Teatro della Cooperativa, ormai alla decima stagione di repliche: “Mai morti”. Bebo Storti, attore unico di questo travolgente monologo, chiude così la prima serata: “Quando io e Renato abbiamo creato questo spettacolo, non pensavamo che ce ne sarebbe stato bisogno per tanto tempo… ed invece eccoci qui”. Amara considerazione, visto che “Mai morti” è una denuncia del nostro mondo attuale, del “noi” italiano del duemiladieci, così come lo ero del “noi” italiano di quando è nato. Un nostalgico della Decima Mas ripercorre vorticosamente la storia del nostro paese dagli anni del fascismo, arrivando ad intrecciarvi gli eventi del G8 di Genova e alcuni tragici episodi degli anni Sessanta e Settanta.
Renato Sarti porta in scena una sorta di credente, che filtra ciò che racconta presentando la sua visione. Un uomo che, al principio a letto, impasticcato a sorseggiare jack daniels, si alza e si veste di tutto punto con la propria uniforme, simbolo di quello che è stato, e da alcuni è stato considerato giusto.
E così l’Italia viene denudata, mostrata nuda, per quello che è: una realtà in cui alcuni modi di vedere la vita e gli altri sono ancora radicati. Una realtà nella quale alcune vicende accadono ancora adesso con spaventosa frequenza.

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