Feroce vendetta. Questa la sostanza di “The wilderness”, dell’autore cinese moderno Cao Yu, portato in scena dagli allievi della Shanghai Theatre Academy con la regia di He Yan nell’ambito del Festival “La Casa delle Scuole di Teatro” al Piccolo Teatro di Milano. Una storia che inizia a posteriori di una violenza, otto anni dopo i tragici eventi, soltanto accennati, che hanno distrutto un’intera famiglia; una vicenda dai toni Shakespeariani. Il protagonista Qiu Hu fa ritorno, dopo otto anni di prigione, per vendicare l’uccisione del padre e le violenze subite dai suoi familiari. Il responsabile dei passati eventi è il crudele padre, ormai defunto, di un suo amico d’infanzia, Jiao, ora sposato con quella che era l’innamorata di Hu prima che la sua storia personale prendesse una piega tragica, prima di essere picchiato fino a restare storpio e prima di essere rinchiuso ingiustamente in carcere. Hu è tornato per vendicare e, per quanto Jiao non sia stato direttamente coinvolto – e sia anzi sostanzialmente ignaro – da ciò che è successo, deve pagare in quanto sangue del colpevole. Una storia fatta di opposizioni e di contrasti: la perfida madre cieca di Jiao, madre adottiva di Hu, ostacola ogni evento che potrebbe avere un risvolto positivo; la moglie di Jiao, in passato innamorata e ora amante di Hu, risulta essere fastidiosamente opportunista e falsa; Hu stesso, per quanto mosso da una motivazione nobile, la difesa della memoria della famiglia sterminata, non appare come un personaggio positivo. Una storia dal sapore leggendario, amaro, senza vincitori né vinti e, soprattutto, senza eroi. Gli attori si trovano immersi in una scena spoglia, composta di un enorme telo bianco sollevato sui lati che definisce l’area di azione e di pochi altri elementi. Un’area che si definisce con luci e suoni, con proiezioni e percussioni. Uno stile pulito, essenziale, che rispecchia l’idea di oriente che si può avere in occidente: colori tenui ed eleganti, sui toni del marrone e del panna; costumi tradizionali di tela chiara; elementi scenografici essenziali e appartenenti alla memoria e alle usanze cinesi (un brucia incenso, un cuscino in paglia, una sedia con lo schienale intagliato). I ragazzi si muovono sul palco con precisione e delicatezza (di grande impatto sono i passaggi in cui intervengono tre figure incappucciate che, muovendo delle cornici nello spazio, creano un affascinante effetto di sdoppiamento spaziale e di moltiplicazione dei punti di vista). Non si può dire che la storia coinvolga – ben lontana dalla sensibilità occidentale e intrisa di tradizioni e pensieri appartenenti al lontano oriente, per quanto affine ad alcuni dei miti antichi che hanno dato forma alle nostre espressioni tragiche più essenziali – ma sicuramente gli attori hanno saputo riportare con estrema chiarezza e pathos sensazioni e sapori che odorano di tormento e complessità. “The wilderness” di Cao Yu, regia di He Yan visto al Piccolo Teatro di Milano il 21 giugno 2009 Andato in scena il 20 e il 21 giugno 2009 nell’ambito del Festival “La Casa delle Scuole di Teatro”

Annunci